L’affitto con riscatto (o rent to buy) è una formula contrattuale che consente di occupare e utilizzare un immobile tramite un contratto di locazione, con la possibilità di acquistarlo in un momento successivo. Nel mercato romano del 2026, questa formula può rappresentare un’opportunità interessante per determinate categorie di acquirenti, ma richiede una comprensione approfondita dei meccanismi e dei rischi.
Come funziona il rent to buy #
Nel contratto di affitto con riscatto, il potenziale acquirente versa mensilmente un canone che comprende due componenti: una quota di puro affitto (che remunera il godimento dell’immobile) e una quota che si accumula come anticipo sul prezzo di acquisto. Al termine del periodo concordato (generalmente 3-5 anni), il conduttore può esercitare il diritto di acquisto, detraendo dal prezzo finale le quote accumulate.
Esempio pratico: un appartamento con prezzo concordato di 400.000 euro. Il conduttore paga 1.500 euro mensili, di cui 800 euro di affitto puro e 700 euro che si accumulano come acconto. Dopo 3 anni (36 mesi), ha accumulato 25.200 euro di acconto. Se esercita il riscatto, pagherà 374.800 euro anziché 400.000.
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I vantaggi per il conduttore #
Il rent to buy offre diversi vantaggi per chi non può o non vuole acquistare immediatamente. Permette di bloccare il prezzo oggi, proteggendosi da futuri aumenti del mercato. Consente di testare l’immobile prima dell’acquisto definitivo, verificando la qualità abitativa, il vicinato e i costi di gestione. Offre tempo per consolidare la situazione finanziaria, migliorare il rating creditizio o accumulare il capitale per il mutuo.
I rischi e le cautele #
Il rent to buy non è privo di rischi. Il rischio principale per il conduttore è la perdita delle quote accumulate se non riesce o decide di non esercitare il riscatto (le condizioni variano a seconda del contratto). Vi è poi il rischio di variazioni del mercato: se i prezzi scendono significativamente, il conduttore si trova vincolato a un prezzo superiore a quello di mercato.
Per il venditore, il rischio principale è il blocco dell’immobile: durante il periodo di rent to buy, l’immobile non può essere venduto ad altri. Se il conduttore alla fine non acquista, il venditore avrà perso anni di commercializzazione.
Il quadro normativo #
Il rent to buy è disciplinato dall’art. 23 del D.L. 133/2014 (Decreto Sblocca Italia). Il contratto deve essere trascritto nei registri immobiliari, il che garantisce il conduttore contro eventuali vendite a terzi o ipoteche successive da parte del proprietario. La trascrizione è obbligatoria e ha durata massima di 10 anni.
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Quando conviene il rent to buy a Roma #
Nel mercato romano del 2026, il rent to buy può essere conveniente in specifici scenari. Per i giovani lavoratori con contratto a tempo determinato che non ottengono ancora il mutuo, ma che hanno redditi stabili. Per chi ha appena iniziato un’attività autonoma e deve aspettare due anni di bilanci positivi per accedere al mutuo. Per chi ha liquidità limitata per il 20% di anticipo richiesto dalla banca ma può sostenere canoni mensili elevati.
Come strutturare il contratto #
Un contratto di rent to buy ben strutturato deve definire chiaramente il prezzo di riscatto (fisso o indicizzato), la percentuale del canone destinata all’acconto, la durata del periodo di locazione, le condizioni alle quali il conduttore perde o recupera gli acconti versati, e le responsabilità per manutenzione ordinaria e straordinaria.
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